Col corpo capisco, David Grossman

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Le pagine di questo libro sono divise in due racconti distinti ma entrambi focalizzati sulle forme che può assumere la gelosia nei diversi rapporti affettivi. Il primo è intitolato Follia, il secondo ha lo stesso nome in copertina: Col corpo capisco.

Il titolo in copertina

Mi sono chiesta più volte come mai Grossman avesse scelto il secondo titolo per racchiudere i due racconti . Perché invece non il primo? Perché non uno nuovo? E la risposta l’ho trovata nelle conclusioni dei due aneddoti messi a confronto.

Follia:

E’ la storia di un marito convinto da anni dell’infedeltà della moglie, pur non avendola mai realmente vista con l’altro uomo. Il protagonista si crogiola nell’ossessione di questo presunto tradimento, al punto da immaginare ogni incontro tra i due amanti nei minimi dettagli.

Lo fa quasi in prima persona, fino a sembrare capace addirittura di amare -come lei sa fare- il responsabile del loro declino di coppia. Si ritrova così offuscato dalla gelosia da non saper più fare distinzione tra fantasia e verità, e comprende che forse quel sentimento ha ormai cambiato pelle, trasformandosi in Follia.

Col corpo capisco:

La gelosia di una figlia orfana di madre viva, ma assente. A lei, la giovane decide di leggere il libro che le ha dedicato; un libro che racconta di quando la donna ebbe una breve relazione con un ragazzino.

Una storia vera, di cui però la ragazza non conosce i dettagli reali e pertanto si limita a immaginarli, trascriverli e ripeterli nelle sue visioni nauseanti che distorcono il più delle volte la figura della genitrice.

Una figlia addolorata dalla mancanza fisica della madre tanto da vivere con difficoltà anche il semplice contatto fisico con lei. Anche adesso che la ritrova tra le braccia di una malattia terminale.

Quella lettura ad ogni modo, diventa un vero e proprio percorso di ricongiunzione, fatto di giudizi, scontri, ma anche di affetto; soprattutto quello.

Diventa il mezzo che la spinge a comprendere le capacità delle percezioni corporee, che a differenza di come agisce la mente, snocciolano le incomprensioni e dissolvono i rancori.

Un suggerimento prezioso dunque, che ci offre l’autore, quello di abbandonarci ai sensi e al loro modo più diretto di Capire.

” Mi è bastato toccare una volta il filo spinato.
Lei, come al solito, ha capito il mio silenzio e, invece di una risposta, ha cercato di insegnarmi ancora una volta a proteggere me stessa, a non permettere al dolore del mondo, a qualsiasi altra cosa, di insinuarsi dentro di me “

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Altre letture che evidenziano
l’importanza delle percezioni del corpo:

Scritto sul corpo, Jeanette Winterson

Il corpo sa tutto, Banana Yoshimoto

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