Il coperchio del mare, Banana Yoshimoto

il coperchio del mare banana yoshimoto

Dopo aver letto Il corpo sa tutto ho iniziato a chiedere in giro pareri su cos’altro leggere della stessa autrice, fino a che una mia amica mi ha consigliato e prestato lui: Il coperchio del mare, che a differenza del primo libro letto non è una raccolta di racconti, ma un intero romanzo di Banana Yoshimoto. Proprio quello che cercavo!

La trama

Mari è una ragazza solitaria e dedita al lavoro: la gestione del chiosco di granite vicino al mare, tanto desiderato e aperto solo dopo aver conseguito la laurea. Durante l’estate della realizzazione di questo suo sogno, la madre però le preannuncia l’arrivo di Hajime, figlia di una sua cara amica, sofferente per la morte della nonna che le ha salvato la vita.

Mari non ha alcuna intenzione di occuparsi della nuova arrivata, convinta di non aver niente in comune con lei, ma a partire dal suo primo incontro con l’ospite, qualcosa cambierà improvvisamente nella vita di entrambe.

Non capiva più chi fosse avido e chi no, e il suo rapporto con un numero inimmaginabile di parenti era andato incrinandosi alla svelta. Temeva che squillasse il telefono, le davano fastidio le visite e dimagriva a vista d’occhio. La sua estate sarebbe comunque stata triste e malinconica. Purtroppo quella era una realtà che nessuno avrebbe potuto cambiare. Io, però, pregavo che, almeno finchè fosse stata con noi, la sua tristezza venisse mitigata dal ritmo della vita quotidiana… Seppure non ci conoscessimo ancora bene, la mia era una preghiera che scaturiva dal cuore.

L’importanza del mare

Il mare e’ una presenza fondamentale. E’ attorno a lui che si costruisce il legame tra la venditrice di granite e la fragile ragazza di città, colpita dal lutto al punto da rifiutare anche il cibo.

Quando mi hanno detto, però, che c’era il mare, non so perché, ma ho cambiato un po’ idea. Anche se sapevo che non sarei mai riuscita a chiudere il coperchio del mare e lasciarmi tutto alle spalle, sentivo il desiderio di averlo vicino.

Il mare che dopo il lavoro al chiosco le aspetta per il bagno di fine giornata, il mare che con le sue creature è spunto di riflessioni e fonte verità, che rievoca ricordi e ne crea di nuovi.

Chissà quanti animali vivevano negli abissi interdetti agli esseri umani. Mi capitava spesso di immaginare quel mondo. La sua profondità, il suo colore blu, il suo aspetto spaventoso, ,un ambiente senza suoni, senza aria. Creature sconosciute che vivevano come potevano… ero convinta che gli abissi non fossero per niente differenti dal resto dell’universo.

Il mare che sembra voler ricordare ad Hajime di come tutto continua a scorrere anche quando ci si sente più soli. Lui che dolcemente la culla e l’ha condotta da Mari, compagna con cui inizia a condividere anche il sonno, anche se interrotto da un singhiozzo e l’altro.

Il mio primo romanzo di Banana Yoshimoto

Questo libro mi è letteralmente capitato tra le mani in un momento di sconforto ed è stato in grado di ripescarmi dalle profondità della solitudine per portarmi a galla a riprendere fiato

Un rapporto capace di infondere il coraggio di guardare lontano, ben oltre l’orizzonte. Puro al punto da essere battezzato dalle due ragazze con l’unione dei loro nomi: Hajimari, che non a caso in giapponese significa principio/inizio.

Questo è appunto il cuore pulsante di questo romanzo, che pertanto si rivela ideale come regalo da fare all’amica più cara.

Un mare di citazioni e #sussurralibri

Nel carico di bellezza che porta di per sé e con sé questo libro è impossibile non sottolineare la quantità di citazioni degne di nota presenti.

Tra le varie già elencate in questo articolo, la seguente è la mia preferita ed è possibile ascoltarla nel #sussurralibri n.10

E a proposito delle mie cicatrici, poi, ripeteva che era più importante il fatto che fossi viva rispetto al mio aspetto esteriore. [..] Per me non è un problema seguire il corso del destino. Qualunque sarà il luogo dove mi condurrà, sono sicura che riuscirò a trasformarlo in un bel posto, e continuerò a crearmi dei ricordi. In modo che, quando morirò, avrò qualcosa di bello da portare con me, qualcosa di simile a un mazzo di fiori, così grande da non poterlo nemmeno tenere fra le braccia.

Musica dolce e curiosità

Titolo di questo libro, Il coperchio del mare è la canzone che Hajime ascolta più volte pensando alla nonna. Il suo testo è riportato per intero tra le primissime pagine ed è possibile ascoltarlo in lingua originale nell’omonimo film del 2015 di Keisuke Toyoshima e di cui vi lascio il trailer e poche righe in italiano:

Alla fine dell’estate chi è stato l’ultimo ad uscire dal mare?
L’ultimo è tornato a casa senza chiudere il coperchio del mare
E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato
I ciliegi, le dalie, le creste di gallo I girasoli, le margherite e i papaveri
Perché continuano a fiorire Ancora e ancora In questo mondo senza te?

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