Il corpo sa tutto, Banana Yoshimoto

Il corpo sa tutto Banana Yoshimoto

Non avevo mai letto qualcosa di Banana Yoshimoto prima d’ora. Conservavo i suoi libri ‘per dopo’, per quando mi sarei sentita delicata al punto tale da non rovinare l’esperienza di quelle letture, definite allo stesso modo da tutti i suoi lettori. E quel momento è arrivato, ho acquistato Il corpo sa tutto.

Ho compreso così che non c’è un termine migliore da accostare al suo stile di scrittura. “Delicato” è sicuramente il più adatto, ma anche “realistico e visionario, doloroso e vibrante” sono importanti da sottolineare.

A occhi chiusi, in quello stato di intorpidimento simile a un sonno leggero, la prima cosa che vidi affiorare nella mia mente furono delle barche che galleggiavano sull’acqua di notte e ondeggiavano cigolando. Poi, con forza inaspettata, nel buio dietro le mie palpebre, tutt’a un tratto apparve un paesaggio bellissimo, che non sembrava di questo mondo. La superficie dell’acqua dove si riflettevano tante luci… era un laghetto.

Sulla sponda erano allineate alcune barche, che ondeggiavano lievemente al vento. La riva era ricoperta da fiori di loro, e qui e là nel buio si aprivano i loro grandi fiori rosa. Se ne vedano molti, fino alla riva opposta, in lontananza. Nel cielo brillava minuta la luna. La bellezza del rosa di quei petali incredibilmente delicati si imprimeva con tanta forza nello sguardo che tutto il resto del campo visivo appariva sfocato. “Il paradiso dev’essere un posto così.” A dirlo era stata la persona che mi teneva per mano. “Sì mamma” risposi, sollevando lo sguardo verso di lei

I protagonisti dei 13 racconti brevi contenuti ne 𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐬𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 vivono tutti un’esperienza comune: il legame tra la psiche in cui si annida la loro sofferenza, e il corpo di cui le percezioni improvvise conducono a verità che stimolano il cambiamento.

Il corpo come chiave

” Quando si cerca di spazzare via il dolore e la tristezza, nasce una libertà che è come un piccolo premio.

E’ così che và la vita a volte. Le Verità arrivano quando meno le aspettiamo. Si risvegliano in sensazioni, odori, luoghi, suoni e ricordi, ed emergono a fior di pelle trasformandosi in rivelazioni capaci di spazzare via il dolore. Il corpo sa tutto, il corpo è la chiave e tramite i suoi sensi si giunge all’illuminazione.

Leggere dei loro aneddoti è stato come attraversare uno strapiombo in punta di piedi su un filo sottile, sporgere di tanto in tanto la testa per guardare giù e scorgere ogni volta in un lento bagliore un paesaggio diverso, lontano, come in miniatura, prima di vederlo svanire senza poterlo mai visitare. Un’esperienza delicata, per l’appunto.

Ma può anche accadere che, per il fatto di non aver detto, si possano evitare delle irreparabili ferite. A seconda del carattere dei personaggi coinvolti, quale sia la soluzione migliore può variare, ma ad ogni modo, l’unica cosa che mi sembra sicura è che il corpo e la mente delle persone ricevono e trasmettono molte più informazioni di quanto le persone stesse non pensino. Questa colorazione misteriosa a volte mi spaventa, perché mi dà la sensazione di essere completamente esposta, a volte mi conforta e mi stringe il cuore.

Il corpo sa tutto, è per me primo libro di Banana Yoshimoto, ma non sarà di certo l’ultimo. Recupererò i suoi titoli uno per uno, con calma, perché nonostante la varietà di temi che tratta, è questo ciò che regala con il suo modo di scrivere morbido e dolce.

La Sicilia negli occhi di B. Yoshimoto

Inoltre, è stato molto bello per me che sono Siciliana, leggere la seguente descrizione con cui vi lascio:

Avvertii qualcosa di diverso.
In confronto a Roma, dove ero già stata, l’atmosfera era più aperta e calda. Una luce morbida e forte scendeva dal cielo di un azzurro incredibile. Le montagne in lontananza ricevevano il colore arancio del sole e splendevano di una tinta dolce e delicata che non avevo mai visto al mondo. Lungo la strada ci trovammo improvvisamente in un ingorgo: tutti, impazienti di tornare a casa, suonavano il clacson. Ma ciò nonostante c’era qualcosa di molto dolce. Una felicità nell’aria. Le persone che vivevano lì amavano quel posto, e ne erano riamate, era questa la sensazione che percepivo, come di una speciale, gigantesca luna di miele.


Non solo non c’erano ladri, ma il cielo era sempre di un azzurro straordinario. Era luminoso anche quando scendeva la sera, tingendosi di quel blu denso di vita che avevo visto nelle opere di tanti grandi pittori posseduti dal Sud dell’Europa. Anch’io come loro mi ero innamorata di questa terra. Questa terra dal clima mite dove di sera sia la tinta del cielo sia il cuore delle persone si fanno più dolci e distesi. E’ la natura, con i suoi spettacoli di colori e luci esibiti senza risparmio, splendidamente, a ricordarcelo. Qui ricchi e poveri, vecchi e giovani si fondono tutti in una felice armonia, qui con il primo bicchiere di vino ha inizio una notte lunga e bella.

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Altre letture che evidenziano
l’importanza delle percezioni del corpo:
Scritto sul corpo, Jeanette Winterson
Col corpo capisco, David Grossman/

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