Scritto sul corpo, Jeanette Winterson

Scritto sul corpo, Jeanette Winterson, lalibreriaincompleta

Cosa ti importa di sapere se il protagonista del libro che hai tra le mani è un uomo o una donna? Perché ti importa? Questa forse è la domanda corretta, e forse -com’è successo nel mio caso-, è proprio quella che ti ha condotto alla scoperta di Scritto sul corpo.

Questo libro di Jeanette Winterson offre una vera possibilità di scelta alla nostra immaginazione. La possibilità di immedesimarci senza doverci identificare in un genere prestabilito. La possibilità di sentirci umani soltanto attraverso le funzioni dei sensi e nient’altro.

Del protagonista conosciamo le emozioni, i desideri e quello che diventa da subito il focus dei suoi pensieri: Louise, “una bellissima donna sposata dai capelli rosso tiziano”. Lei sarà la chiave per conoscerlo dall’interno fino al profondo, il motivo per cui ci ritroveremo a non concedere spazio alle distrazioni durante la lettura.

Alle domande più importanti, alle domande con più di una risposta, o alle domande senza risposta, è più difficile far fronte col silenzio. Una volta formulate non evaporano lasciando la mente a più serene meditazioni. Una volta formulate acquistano dimensione e consistenza. Fanno inciampare per le scale, svegliano nel cuore della notte. Un buco nero risucchia quanto c’è intorno e neanche la luce gli sfugge. Allora meglio non fare domande? Meglio allora essere un maiale soddisfatto che un Socrate infelice?

Ci si sente coinvolti e al tempo stesso storditi dal viaggio nella carnalità del rapporto descritto da quest’abile e creativa scrittrice, in modo del tutto magnetico.

Scritto sul corpo,
una mappa nel percorso dei ricordi

E’ un romanzo che parla di un amore vivo e e poetico, pulsante e doloroso, soprattutto. Un amore che viene tradito e maltrattato dalla salute e perfino dall’altruismo che si rivela un errore. Un amore attento e viscerale al punto da scrutare il corpo e renderlo mappa nel percorso dei ricordi.

Scritto sul corpo rientra nei casi in cui il libro stesso diventa citazione di sè stesso; io che odiavo sottolineare, avevo per quell’unica volta la necessità di farlo. Volevo a tutti i costi ricordare, memorizzare, trascrivere, e tantissime pagine sono tutt’ora colme di linee a matita.

” Conosco il calco dei tuoi zigomi. Conosco l’arma della tua mascella. Ho tenuto la tua testa fra le mani ma non ho mai tenuto te. Non te nei tuoi spazi, nel tuo spirito, elettroni di vita “

A me è rimasto scritto sul corpo e dentro la testa.
Alcuni dicono sia introvabile, forse come scusa per coprire l’indecisione del comprarlo. A me però piace pensare che introvabile equivalga a prezioso.

Scritto sul corpo c’è un codice segreto, visibile solo in certe condizioni di luce; quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì. In certe parti il palinsesto è inciso con forza tale che le lettere si possono sentire al tatto, come fosse stato scritto in braille. Io preferisco tenere il mio corpo ripiegato, al riparo da occhi indiscreti. Mai aprirsi troppo, svelare tutta la storia. Non sapevo che Louise avesse mani capaci di leggere. Mi aveva tradotto nel suo libro personale.

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Altre letture che evidenziano
l’importanza delle percezioni del corpo:

Col corpo capisco, David Grossman
Il corpo sa tutto, Banana Yoshimoto

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